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ELIZABETH ARDEN COLORA DI ROSSO LA SETTIMANA DEL DESIGN A MILANO


Con un design contest dedicato ai giovani creativi, invitati a reinterpretare la mitica Red Door simbolo in tutto il mondo dei suoi istituti di bellezza, Elizabeth Arden ha vestito di rosso la settimana della moda a Milano esponendo al pubblico le opere dei finalisti e organizzando nel cuore della città la serata che ha decretato il vincitore per primo Design Special Project.
Di seguito, gli acrilici su tela della pittrice milanese Francesca Curcetti, in arte Sonika Sik, vincitrice del contest; l’opera tessile realizzata dal designer romano Alessio Fratini; la rielaborazione grafica del logo Elizabeth Arden di Andrea Martino, architetto di Buenos Aires; l’oggetto di Industrial Design di Elisa Turrini, graphic designer di Trento.

Sopra, la grande Porta Rossa dell’installazione che, con il patrocinio del Comune di Milano,  ha decorato Piazza Santo Stefano, a un passo dall’Università degli Studi di Milano, per tutta la durata della Design Week. Nelle foto sotto, l’illuminazione “Rosso Arden” realizzata per la serata della premiazione organizzata all’interno del Museo del Novecento in collaborazione con Vogue Italia, cui hanno partecipato (di seguito) l’architetto Italo Rota, i quattro finalisti, ospiti celebri con Franca Sozzani e Marco Ficarelli general manager Elizabeth Arden, Margherita Missoni e Giorgio Guidotti, Alberta Ferretti e Ginevra Elkann.

Photo courtesy by press office, text by Silvia Sammarro

ELIZABETH ARDEN. UNA TOTAL HOUSE OF BEAUTY PER IL CENTENARIO DELLA MAISON


Dal 5 ottobre al 20 novembre uno spazio dedicato alla casa cosmetica americana, che quest’anno compie cento anni di storia, ha aperto presso la Profumeria Pepe di Bari. Una Total House of Beauty dedicata alle nuove clienti e alle già appassionate conoscitrici della marca, che potranno usufruire di postazioni per il trattamento gratuito della pelle e di corner make up presso i quali assistere liberamente alle scuole di make up organizzate durante le sette settimane di apertura del temporary store.

In occasione del centenario dalla fondazione del marchio, Elizabeth Arden porta nel nuovo temporary store barese, secondo appuntamento che la casa cosmetica ha scelto di realizzare in partnership con la Profumeria Pepe dopo il primo spazio pop up realizzato nel 2009, anche le limited edition che celebrano la storia della marca e i suoi prodotti più innovativi per quanto riguarda skincare e colore. Come la celebre Eight Hour Cream Skin Protectant,  lanciata nel 1930 e subito must have delle specialità Elizabeth Arden. Un balsamo color albicocca sviluppato con l’impiego di Petrolato, beta-idrossiacido dall’azione emolliente ai suoi primi impieghi nel settore cosmetico, combinato con la vitamina E. Nato per curare le zampe degli amati cavalli da corsa della Arden dalle piaghe provocate dalle rigide temperature invernali, Eight Hour Cream si rivelò immediatamente un unguento dagli effetti eccezionali  anche sulle mani di coloro che l’applicavano sugli animali. Leggenda vuole che il nome della crema sia nato dal racconto di una cliente di Miss Arden che, dopo avere utilizzato il preparato sul ginocchio del figlio per curargli una sbucciatura,  spiegò di averlo trovato completamente riparato otto ore più tardi.

Donna fuori dal comune, vera imprenditrice e pioniera nella fondazione dell’industria cosmetica statunitense , la canadese Florence  Nightingale Graham comincia la sua carriera a New York lavorando nel 1908 presso la casa farmaceutica E.R.Squibb Company, facendo pratica in laboratorio con pomate e lozioni prima di passare  a lavorare in un piccolo salone di bellezza alla moda. Nel 1909 l’apertura di un proprio salone sulla Fifth Avenue e nel 1910 l’opening del primo spazio sotto lo pseudonimo Elizabeth Arden, scelto ispirandosi al titolo di una poesia di Tennyson, “Enoch Arden”. Ed è la porta d’ingresso del salone, tinta di un rosso brillante per distinguerla tra le vetrine che affollano la Quinta Strada, a catalizzare l’attenzione delle clienti portando grande fortuna al nuovo progetto. Una concezione olistica della bellezza, fondata su una filosofia di bellezza globale che si rivela antesignana del moderno wellness, contribuisce poi in modo sostanziale al successo dei saloni Elizabeth Arden.

Una dote straordinaria per il marketing accompagnò l’imprenditrice nella sua rapida affermazione grazie all’innata capacità di comprendere le esigenze delle consumatrici e all’ostinata ricerca di prodotti attraenti ed efficaci. Elizabeth Arden fu la prima a introdurre la marca della casa cosmetica nel nome di un prodotto, importò da Parigi l’uso di mascara e belletto, contribuì ad archiviare la creme grasse e pesanti dell’epoca affidando ad un chimico lo sviluppo di un prodotto “leggero come panna montata” e regalò i suoi rossi per labbra alle suffraggette che sfilavano sulla Fifth Avenue per il diritto al voto. Nel 1917 propose i primi formati da viaggio e l’anno successivo fu la prima imprenditrice a formare un gruppo di dimostratrici e venditrici e a distribuirle sul territorio. Negli Anni Venti l’espansione dei saloni Elizabeth Arden raggiunse l’Europa e nel 1934 il marchio rivoluzionò ancora una vota il settore lanciando le prime SPA.

Nel 1938, la rivista Fortune incoronò Miss Arden con la definizione di “eccezionale, assolutamente, incondizionatamente, indiscutibilmente eccezionale nel campo dei trattamenti cosmetici”, per l’efficacia e l’unicità dei suoi servizi, ma anche per la sua particolare capacità di espandersi e di battere la crescente concorrenza nell’arena della cosmesi di prestigio. Nel 1946 Time la volle in copertina ed il New York Times le attribuì il pregio di aver diffuso i cosmetici presso il grande pubblico, creando prodotti che potevano essere applicati in maniera professionale in location alla moda.

Photo by: courtesy Elizabeth Arden; text by: Silvia Sammarro

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