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N-U-D-E – NEW UPCOMING DESIGNERS @MILAN FASHION WEEK


Un’ultima giornata interamente dedicata alle proposte dei giovani, quella che ha chiuso ieri la settimana della moda milanese. Ad aprire la mattinata nella location del Circolo Filologico di via Clerici 10 la sfilata di N.U.D.E. –  New Upcoming Designers: arrivato alla sua 15esima edizione, il progetto organizzato da CNMI con il supporto della Camera di Commercio di Milano, ha ospitato marchi già avvitati, selezionati sia dalle passate edizioni dell’Incubatore della Moda (Chicca Lualdi BeQueen, Mauro Gasperi e Cristiano Burani) che dal concorso Next Generation (Francesca Liberatore). Al suo debutto milanese invece il designer russo Sergei Grinko, che ha portato in passerella una collezione ispirata all’opera “I pagliacci” di Ruggero Leoncavallo.

Chicca Lualdi BeQueen

Mauro Gasperi

Cristiano Burani

 

Francesca Liberatore

Sergei Grinko

 

Photo courtesy of press office Text by: Marta Stella

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UNA ‘OPHELIA’ CIBERNETICA PER SERGEI GRINKO


Sergei Grinko ha presentato la sua nuova collezione per la primavera/estate 2011 durante la settimana della moda milanese: ha così portato in scena una rivisitazione dell’ ‘Ophelia’ shakesperiana in chiave cibernetica contestualizzandola tra i ghiacci e le nebbie, dove troverà il riposo eterno in un candido lago bianco. Una principessa, un’odalisca che vive nel futuro e che sceglie abiti dove l’armonia del corpo femminile è tradotta in forme che la valorizzano regalando un’allure elegante e futurista. Volutamente estrema, Sergei Grinko avvolge così la silhouette in tailleur e tubini di sete e taffetas dai volumi e geometrie “spaziali”, quasi a voler sfidare la gravità. L’effetto future-tech ritorna anche nelle proposte più romantiche grazie all’ uso di fasce ed intrecci di caucciù trasparente per caratterizzare abiti e tuniche in vaporoso chiffon drappeggiato. Gli accessori e le calzature seguono il mood: ed ecco corazze, sempre in caucciù per un grintoso nude look fatto di ali di voile trasparente e micro-stutture architettoniche trasparenti quali mostrine, arricchite da veri e propri collari di plastica e cristalli tagliati quasi come borchie luminescenti. L’intera collezione è dominata dai toni freddi del grigio chiaro e del bianco ghiaccio con sfumature dell’azzurro e del blu, ravvivati da un unico tocco di rosso, a ricordare il magma caldo che sconvolge il deserto artico.

Photo by: Sergei Grinko Text by: Monica Codegoni Bessi

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